Schifo nei confronti di ogni politico che oggi ha avuto l’empio coraggio di aprire la bocca e parlare di lavoro.
Schifo per chi reputa i giovani l’elemento più fragile del sistema lavorativo del Paese e poi dà incarichi ad Amato e Giavazzi.
Schifo per una giornata che dovrebbe celebrare il sacro diritto al lavoro e invece commemora disoccupazione, licenziamenti, suicidi, precarietà, inutilità dello studio, speranze illuse e disilluse, negazione del futuro.
Schifo per tutti i pomodori che avremmo dovuto lanciargli contro e non abbiamo mai fatto, in questi anni in cui ci hanno rubato anche l’ultimo sorriso.
Nulla mi ha mai fatto tanto male alle ginocchia come la rovinosa caduta di questo Paese.
